Il codice della rosa…i popoli antichi e la transizione verso la perfezione finale


Il giorno 22 giugno è apparso in località Uffcott nel Wiltshire in Gran Bretagna questo cerchio particolare che sembra rappresentare una rosa. Sappiamo attraverso alcune canalizzazioni  e secondo il sentire di alcuni osservatori  che i crop sono codici donati all’umanita affinchè l’uomo comprenda che esistono tappe evolutive segnate passo dopo passo da queste Formazioni- Informazioni galattiche ma sappiamo anche una cosa …che ci viene tramandata da secoli …ossia che la rosa è il simbolo di transizione o del passaggio necessari al raggiungimento della perfezione finale…
Transizione? Sono convinta che questo termine risuoni in voi…e che il vostro pensiero vada  all’epoca di transizione concetto tramandato dalle antiche culture mesoamericane…che definivano gli anni tra il 2007 e il 2017 anni di transizione...Dunque il cosmo attraverso il suo linguaggio fatto di codici e simboli ci dice che siamo in un epoca di passaggio  e attraverso la rosa ci informa che siamo in un periodo di evoluzione  rappresentata dall’elevazione spirituale dell’uomo…Tutto torna  e tutto ha una spiegazione che non fa una piega…Il cosmo è perfetto come solo lui sa esserlo…e ci fa sapere  che siamo tuttora nel periodo di transizione e  a buon punto nel processo di purificazione e Innalzamento vibrazionale …Trovo molto interessante l’aspetto simbolico della rosa e i suoi significati… 

Il simbolismo della rosa

Rapperswil: giardino delle rose
“La Rosa, presa singolarmente, è simbolo di completezza, raggiungimento totale del fine, perfezione.
Ad essa quindi si associano tutte le idee collegate a simili qualità: il centro mistico, il giardino dell’Eros, il Paradiso di Dante, l’emblema di Venere, l’essere amato.
Inoltre la rosa è simbolo della transizione o del passaggio necessari al raggiungimento della perfezione finale: nella Divina Commedia si giunge al paradiso attraverso “La Rosa Mistica”; il protagonista dell’Asino d’oro di Apuleio recupera le fattezze umane mangiando delle rose ( appartenenti ad una corona dedicata ad Iside, dea rivificatrice); era inoltre in uso presso gli antichi Cristiani celebrare la Pentecoste – detta anche, si noti, “Pasqua delle Rose”- scambiandosi il fiore, a simboleggiare la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli.

E’ dottrina che una delle vie per raggiungere la perfezione sia quella dell’Amore.
L’amore, infatti, è unione, annullamento del dualismo, della separazione, ritorno dell’androgino primordiale, quindi modo di pervenire al centro.
Lo stesso atto fisico dell’amore esprime il desiderio di “morire” nell’oggetto del desiderio medesimo, dissolversi in ciò che è già dissolto: morire, dunque, per rinascere nella non-separazione.
Simbolo di questo, del trasferimento nel “centro segreto” ( segreto nel senso che non esiste nello spazio, ma è tuttavia perfettamente definibile ), è ancora la rosa o, nell’Estremo Oriente, il fiore di loto.
Dalla corolla di una rosa nasce Peyoda Siri, una delle moglie del dio Vishnu(…)
Tutto questo complesso di significati simbolici pervenne in Europa attraverso i contatti che ebbe l’Ordine dei Templari con l’esoterismo arabo degli Ismaeliti , una volta insediatosi a Gerusalemme.
Intanto, già nel 1200 il Roman de la Rose di Guillame de Lorris, attribuisce a questo fiore il significato di veicolo e fine della trascendenza mercè il potere santificante dell’amore.
L’identico senso si trova un secolo dopo in Dante ( seguace, com’è noto, della setta dei “Fedeli d’Amore” , di derivazione templare ): e Dante stesso tradusse in 120 sonetti proprio il Roman de la Rose.(…)
Il “sentiero” di misticismo pratico elaborato dalla setta orientale dei Sufi a Baghdad nel XII secolo era denominato Sebil-el-Uard : che vuol dire ” La Via della Rosa”(…) ”
Sul piano del simbolismo è immediato il legame tra “Rosa” e “Croce”, connessione che costituisce l’emblema dei Rosacroce, una setta iniziatica, nata nel Rinascimento.
Il simbolo dei Rosacroce è una rosa a cinque petali posta al centro di una croce, simile al sigillo personale di Martin Lutero, e cioè una croce che si erge su di un cuore all’interno di una rosa con cinque petali.
La croce stabilisce un centro 1″indicato dall’intersezione di due assi (che devono intendersi della stessa lunghezza, così come indica l’iconografia tradizionale). Questo centro è dunque rivelato dalla congiunzione di due opposti, rappresentati dall’asse verticale e dall’asse orizzontale.(..)
Nella croce il tratto orizzontale rappresenta il femminile quello verticale il maschile: e, su scala universale, rispettivamente il principio fenomenico e quello spirituale.”
La rosa come, abbiamo visto è anche il simbolo di Venere, governatore astrologico del segno d’Aria della Bilancia la cui lezione assegnata è appunto quella della fratellanza universale.
“Possa una Rosa fiorire sulla tua croce” è il saluto scambiato dai membri della Confraternita rosacrociana, ed è proprio nel segno della Bilancia – attraverso cui si realizzano l’equilibrio e l’amore universali- che Saturno, signore della materia, del tempo e della cristallizzazione, è esaltato : attraverso il segreto dell’amore (Venere/Rosa) la cristallizzazione rappresentata da Saturno, dalla croce, dalla materia che trattiene ed imprigiona il principio, si scioglie e superando la paura attraverso il baratro dell’annullamento, l’anima vince la morte risorgendo nell’Unione.
Da un punto di vista astrologico la rosa si associa anche al segno del Cancro, il segno che rappresenta la nascita, la Dea Madre, Iside costruttrice e distruttrice delle forme vitali attraverso le quali il principio universale da sempre si rinnova e si perfeziona.
Come simbolo della nascita e della resurrezione e della perfezione spirituale, la Rosa è spesso associata alle dee Vergini e madri come Maria che nell’iconografia cristiana è spesso rappresentata insieme alla rosa e celebrata nel mese di maggio come regina celeste delle rose.
Simbolo di elezione e di segreto non a tutti accessibile -si pensi al cuore delle rose intuibile eppur recondito e nascosto- la rosa divenne attraverso i secoli un emblema ricorrente in stemmi principeschi d’oltralpe oltre che nell’araldica inglese.
Simbolo chiave delle scuole ermetiche ed esoteriche occidentali ed orientali la rosa la si ritrova anche nelle tradizioni autoctone, e soprattutto nella leggenda del sacro Graal.

Sul piano della psicologia e del profondo, il Graal, calice della Salvezza e della santificazione, è un elemento femminile, simbolo della ricettività e della prodigalità, una sorta di utero spirituale per tutti coloro che si affidano alla dottrina segreta, ancora la rivificazione attraverso un processo alchemico di unione del femminile e con il maschile, in questo caso l’eroe che beve dalla sacra coppa.
E sempre connesso al simbolismo della rosa è l’ordine cavalleresco assoldato da Re Artù al fine del ritrovamento del Graal: l’ordine de
La Rose Noire.