IL MISTERO DELLA PASQUA… di O.M.AIVANHOV


Primavera di Resurrezione
“Siete in attesa che vi parli… ma che cosa volete di più? Guardate, la natura ha già parlato a tutti. Non vi siete accorti che tutt’intorno a noi sta accadendo un avvenimento che si chiama “primavera”?… Ah, ve ne siete accorti… È magnifico. Si sente che tutto si muove, come sotto un flusso che proviene dal cosmo e che tra poco inonderà la terra, i fiori, gli alberi, gli uccelli… che meraviglia! Ecco uno dei fenomeni più straordinari della vita: la primavera. Ecco dunque la primavera, la rigenerazione che si avvicina, ed è questo il processo che ci interessa: tutto il resto lasciamolo da parte per ora. Il periodo dell’equinozio di primavera è uno dei più importanti dell’anno. E se la resurrezione di Gesù viene ricordata proprio in questo periodo, è perché si tratta in realtà della resurrezione di tutta la natura, che veniva festeggiata già molto prima dell’avvento di Gesù. Nel corso dei secoli si è persa la luce dell’Iniziazione e i cristiani non sanno più come interpretare la resurrezione . Ogni anno tutto si rinnova… Si, tutto fuorché gli esseri umani! Gli uomini rimangono così come sono, e non si mettono all’unisono con questo risveglio. Avvertono che qualcosa avviene nell’aria, ma non si lasciano influenzare. È ora che imparino ad aprire le porte e le finestre del loro essere, affinchè questa vita possa penetrarli e impregnarli. Ecco la cosa importante da dirvi questa mattina.
È un peccato che questo fenomeno avvenga soltanto in natura, e che gli esseri umani, troppo concentrati su vecchie cose, non lo avvertano nemmeno. È necessario essere liberi e ricevere a braccia aperte la nuova vita. Osservate il lavoro che il Sole che sta facendo su tutti quei piccoli semi che dormivano! Ha detto loro: “Ma che cosa aspettate? O dovete dare qualcosa. Su, al lavoro! – Ma siamo tanto piccoli, deboli… -No, no, provate e vedrete, io vi aiuterò.” Così, tutti quei semi si fanno coraggio. Ogni giorno il sole li scalda, li accarezza, parla loro, e dopo qualche tempo si vedranno spuntare dei fiori magnifici che daranno ispirazione e gioia a poeti, pittori e musicisti. Perché non potrebbe accadere la stessa cosa con noi? Noi siamo dei semi piantati nel suolo spirituale, e sotto i raggi del sole possiamo sviluppare colori ed emanare profumi così squisiti da far estasiare perfino le divinità. 


Che cos’è un fiore? Esso non sa cantare, né danzare, né suonare il violino, eppure i cantanti, i ballerini e i musicisti rimangono estasiati nell’ammirarlo… E se noi pure fossimo capaci di diventare come dei fiori, non potrebbero venire a esprimere la loro meraviglia nel vederci perfino le divinità, che sono molto superiori a noi? Direbbero: “Oh, che bel fiore!” e si occuperebbero di noi per renderci ancora più puri, più luminosi e più profumati.
Perciò, colui che vuole far crescere il seme del Cristo in lui, cerca di far diventare la sua anima una principessa meravigliosa, piena di amore, di umiltà e di dolcezza, sempre pronta a compiere la volontà divina fino al punto di donare la sua vita. Ecco perché la religione ha sempre caldeggiato un atteggiamento di ricettività, di devozione, di adorazione nei confronti del mondo divino: inchinarsi, inginocchiarsi, prosternarsi, cioè diventare “donna”, simbolicamente parlando. Quando l’anima del discepolo è diventata come una giovane principessa, ornata di perle e di pietre preziose, lo Spirito cosmico viene a unirsi a lei per fecondarla. Ma il discepolo deve essere molto attento, perché accade che alcuni fra coloro che pretendono di attirare lo Spirito Santo, attirano in realtà soltanto energie negative!…poiché, avendo trascurato di purificarsi in precedenza, hanno effettivamente attirato degli spiriti, ma spiriti tenebrosi. Come potete immaginare che lo Spirito Santo venga a manifestarsi in voi se non cercate di vivere una vita divina ?…Comunque il modo migliore per attirarlo è sempre quello di nutrire per lui un grande amore.
Nel momento in cui l’unione avviene, il discepolo sente che, per la prima volta nella sua vita, gli sta accadendo qualcosa di stupendo, di immenso, di grandioso e ne rimane sconvolto; tutto il suo essere vibra di gioia e di speranza. Il seme del Cristo in lui, poco a poco, prende forma e il discepolo non sciupa più le sue energie disperdendole verso l’esterno in cose futili ed effimere, ma si consacra interamente al suo compito di nutrire il Cristo bambino in lui, esattamente come fa il sangue della madre con il feto durante la gravidanza. La nascita del Cristo, del Bambino divino in noi, è quell’evento che i Vangeli chiamano: la seconda nascita. Direte: “Ma sono io che nasco per la seconda volta oppure è un altro essere che nasce in me?


In realtà, che siate voi o un altro essere, è indifferente. Comunque, si può dire che siete voi che nascete, dal momento che vi rendete conto di avere un’altra coscienza, altri pensieri, altri sentimenti e che state entrando in un mondo che esiste da sempre, nel quale prima non potevate ancora entrare, in quanto non era ancora avvenuta la vostra seconda nascita. Dunque, dicevo: siete voi a nascere, ma al tempo stesso è un altro essere che nasce in voi, un figlio il cui padre è Dio stesso. L’anima umana è diventata una madre che, grazie alle sue virtù, è riuscita ad attirare lo Spirito cosmico.”
estratto da Natale e Pasqua nella tradizione iniziatica di O. M. Aïvanhov – Edizioni Prosveta.

Resurrezione

“È scritto nei Vangeli che, tre giorni dopo che il corpo di Gesù fu deposto dalla croce e messo nel sepolcro, Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salomè scoprirono che la pietra che chiudeva la tomba era rotolata via, e andarono ad annunciare ai discepoli che Gesù era risorto. Ma la cosa più importante non
è la realtà materiale di questo episodio: l’essenziale è il suo significato per la nostra vita interiore, ed è l’immagine del seme che ci aiuta a capire.
Una volta messo in terra, il seme si divide in due, poi muore dopo aver lasciato uscire dal suo interno il germe di vita. Il sepolcro è la nostra natura inferiore, nella quale dobbiamo praticare un’apertura per poter uscire. Alcuni hanno visto nel sepolcro una rappresentazione del corpo fisico, il che non è del tutto sbagliato; ma in realtà ciò che impedisce la manifestazione della vita divina, la manifestazione dello spirito, non è tanto il corpo fisico, quanto piuttosto quella corazza fluidica costituita da tutte le bramosie, da tutti i desideri e i conflitti della nostra natura inferiore. È quest’ultima che si frappone tra lo spirito e il nostro corpo fisico. Se la natura inferiore non creasse continuamente miasmi ed esalazioni di ogni genere, il nostro spirito avrebbe la perfetta padronanza sul corpo fisico.”
Izvor 209 – Natale e Pasqua nella Tradizione iniziatica

Le feste del Natale e della Pasqua traggono origine da una lunga tradizione iniziatica. La loro collocazione in particolari momenti del ciclo dell’anno, solstizio d’inverno ed equinozio di primavera, ne esprime con chiarezza cosmico, insegnandoci che l’uomo, per la sua appartenenza all’universo, partecipa intimamente ai processi di gestazione e risveglio che si manifestano nella natura. Il Natale (la seconda nascita) e la Pasqua (la resurrezione) sono in realtà due modi diversi di presentare la rigenerazione dell’uomo e il suo ingresso nel mondo spirituale.
FONTE: http://digilander.libero.it/vangeli/resurrezione.htm