Meditazioni di massa: prove scientifiche


Le meditazioni di massa hanno il potere di influenzare la coscienza collettiva dell’umanità. Le prove scientifiche esistono da qualche decennio ma la loro diffusione e comprensione non è stata all’altezza della loro importanza. Il pionere dei primi studi scientifici sulle meditazioni di massa fu Maharishi Mahesh, uno Yogi indiano laureato in fisica la cui fama ebbe una eco mondiale negli anni ’70. Maharishi mise a punto la tecnica della Meditazione Trascendentale (abbr. ingl. ‘TM’) e la sua versione avanzata TM-Sidhi, i cui effetti sulla coscienza collettiva furono oggetto di rigorosi studi scientifici. Indipendentemente dalla tecnica di meditazione impiegata, oggi si dà il nome di Effetto Maharishi all’influenza positiva sincronica che ha sulla coscienza collettiva un gruppo di persone in meditazione coordinata, misurabile in termini di diminuzione del tasso di criminalità, di incidenti e di ricoveri ospedalieri. Nel corpo dell’articolo traduciamo con un taglio divulgativo alcuni importanti documenti pubblicati sul sito ufficiale della Maharishi University of Management.

Lòthlaurin

Ricerche sull’Effetto Maharishi
“L’impatto potenziale di questa ricerca è superiore a quella di qualsiasi altro attuale programma di ricerca sociale o psicologica. È sopravvissuta ad una serie di test statistici in numero assai maggiore rispetto alle altre ricerche nell’ambito della risoluzione dei conflitti. Questo lavoro e la teoria che ne sta alla base merita la più alta considerazione sia degli studiosi che dei politici. “

Ph.D. David Edwards, Professor of Government – University of Texas (Austin)


Nel 1960, lo Yogi Maharishi Mahesh predisse che se l’1% della popolazione avesse praticato la tecnica della Meditazione Trascendentale avrebbe prodotto miglioramenti misurabili nella qualità della vita di tutta la popolazione. Questa affermazione fu verificata nella pratica e divulgata per la prima volta nel 1976. Si notò che quando l’1% di una comunità praticava il programma di Meditazione Trascendentale, il tasso di criminalità si riduceva in media del 16%. Il fenomeno venne chiamato allora, “Effetto Maharishi”; il significato di questo termine è stato successivamente generalizzato come l’influenza di coerenza e positività in un ambiente sociale e naturale generata dalla pratica coordinata di programmi meditativi.

Dopo che Maharishi introdusse il programma di meditazione avanzata TM-Sidhi, gli scienziati spostarono su di essa le loro attenzioni. Venne stimato che la coerenza generata da un gruppo di meditanti in numero pari alla radice quadrata dell’1% della popolazione aveva il potere di influenzare misurabilmente la qualità della vita dell’intera popolazione. Per esempio, un gruppo di 200 praticanti sarebbe capace di produrre dei risultati rilevabili e significativi in una città di 4 milioni di abitanti (200 al quadrato moltiplicato per 100), un gruppo di 1600 praticanti potrebbe influenzare l’intera popolazione degli Stati Uniti e, secondo le medesime proporzioni, un gruppo di 8400 partecipanti in meditazione sincronizzata sarebbe capace di agire istantaneamente sull’intera popolazione del pianeta.

I risultati degli esperimenti



Risultati dei tre diversi esperimenti effettuati nel 1987 per comprovare l’Effetto Maharishi
Il programma TM-Sidhi fu praticato da grandi gruppi in numerose occasioni nei decenni seguenti, e le prime analisi statistiche degli effetti furono pubblicati nel 1987. Essi mostrarono un decremento di circa l’11% dei crimini violenti nel distretto di Washington D.C., dei crimini totali del quartiere Metro di Manila (Filippine) e dell’area Union Territory di Delhi (India). Il fattore “p” (cioè la probabilità stimata che la diminuzione del tasso di criminalità sia accaduta “per caso” o “per fortuna”, cioè senza nessi causali con la meditazione di massa) fu calcolata rispettivamente in 0.01, 0.005 e 0.001, che sono considerati risultati di eccellente valore probatorio nelle scienze sociali.

Le ricerche successive si sono concentrate sul dimostrare se l’Effetto Maharishi avesse una valenza universale e replicabile. L’obiettivo era di stabilire se si fosse in grado di organizzare una meditazione di massa capace di abbattere il tasso di criminalità secondo una percentuale stabilita a priori. In collaborazione con le forze dell’ordine e i rappresentanti della classe politica locale, l’esperimento programmato fu realizzato per la prima volta nel 1993 nel distretto di Washigton D.C. sotto lo scrupoloso controllo di un selezionato comitato di revisione, composto da sociologi e criminologi delle maggiori università americane. Un gruppo di 4.000 participanti praticò la TM dal 7 Giugno al 30 Luglio. Il massimo tasso di abbattimento dei crimini violenti HRA (cioè omicidi, stupri, rapine e aggressioni) fu del 23,3%. La probabilità statistica che questo risultato potesse coincidere con una variazione fortunosa del tasso di criminalità fu praticamente zero (p < 0,000000002). Sulla base dei risultati, il guadagno allo stato stazionario (ovvero l’effetto a lungo termine che si otterrebbe con una meditazione permanente di questi 4.000 partecipanti) fu calcolato nel 48%, cioè nel dimezzamento effettivo e permanente del tasso di criminalità.


Risultato dell’esperimento di washington D.C. del 1993:
la linea verde rappresenta il numero crescente di partecipanti alla meditazione, quella marrone rappresenta il tasso di criminalità proporzionalmente decrescente.
Dal momento che la teoria e il fenomeno sono così nuovi per la scienza moderna, non sorprende che le metodologie di studio siano state sottoposte ad analisi così rigorose da parte delle commissioni scientifiche, prima che si potesse autorizzarne la pubblicazione ufficiale sotto l’egida di crismi scientifici. Per i risultati conseguiti, questa ricerca è davvero una gemma preziosa nel campo delle scienze sociali, non soltanto per il suo rigore metodologico, ma soprattutto per la sua importanza. In epoca recente, è stato il famoso scienziato e ricercatore Gregg Braden a riprendere e divulgare queste conclusioni nel suo ciclo di conferenze “Il linguaggio segreto della Matrix Divina“.

Conclusioni
Concludiamo la traduzione e passiamo ad alcune riflessioni. Tutta l’umanità è chiamata oggi, in questo delicato periodo di transizione, ad esprimere in maniera coesa e coerente la propria unità spirituale. Mai nella storia dell’umanità si sono avute conoscenze tali da offrire ad ognuno il potere di indirizzare il proprio destino e quello dell’umanità verso la timeline desiderata. E mai nella storia recente c’è stata necessità più urgente di quella rilevabile oggi. Crediamo che questa pratica vada considerata come una concreta possibilità di instillare nella coscienza collettiva un frammento del nostro anelito di pace, libertà, purificazione, gioia e amore, e un modo di rivendicare finalmente la nostra divina sovranità.

Versione italiana: Hearthaware blog
hearthaware.wordpress.com

Link al gruppo Facebook United Meditation Group che coordina meditazioni di massa di portata globale e conta ad oggi più di 6.700 iscritti.

Link all’articolo originale: http://www.mum.edu/m_effect/index.html
Link all’esperimento di Washington D.C.: http://www.mum.edu/m_effect/dc_md.html