Consigli Feng Shui per il giardino


C’è molta confusione intorno al giardino Feng Shui. Spesso viene scambiato con il giardino zen, con cui però ha poco a che vedere. Innanzitutto non esiste un “giardino Feng Shui“! Mi spiego meglio: quando si eseguono interventi di Feng Shui, si deve operare sull’abitazione e anche sul giardino. Il giardino supporta l’abitazione; non viceversa. Dunque la progettazione del giardino (scelta delle essenze, posizionamento degli alberi principali, definizione dei percorsi, posizionamento di laghetti o fontane, eccetera) è funzionale al Feng Shui dell’edificio. In sostanza, non è possibile separare il Feng Shui dell’edificio dal Feng Shui del giardino: vanno insieme.

Se il giardino è molto grande, naturalmente al suo interno si possono progettare piccole aree di sosta con panchine o particolari strutture arboree, ma si tratta in questo caso di applicazioni di alto livello che richiedono un grosso capitale per essere realizzate.

Le sette dee dentro la donna


Carl Gustav Jung descrisse l’Archetipo:

“Nessun archetipo è riducibile a semplici formule. L’archetipo è come un vaso che non si può svuotare né riempire mai completamente. In sé, esiste solo in potenza, e quando prende forma in una determinata materia, non è più lo stesso di prima. Esso persiste attraverso i millenni ed esige tuttavia sempre nuove interpretazioni. Gli archetipi sono elementi incrollabili dell’inconscio, ma cambiano forma continuamente”
Gli archetipi sono modelli di comportamenti istintuali contenuti nell’inconscio collettivo, sono responsabili delle principali differenze che distinguono le donne fra loro, ed ogni donna è il personaggio principale nell’intreccio rappresentato dalla storia della propria vita.

La Rosa



Alcuni dicono, l’amore è un fiume
che sommerge la canna tenera.
Alcuni dicono, l’amore è un rasoio
che ti fa sanguinare l’anima.
Alcuni dicono, l’amore è una fame,
un bisogno doloroso e senza fine.
Io dico, l’amore è un fiore,
e tu il suo unico seme.

E’ il cuore che teme di essere rotto
che non impara mai a ballare.
E’ il sogno che teme di svegliarsi
che non rischia mai.
E’ colui che non sarà preso,
chi non sembra dare,
e l’anima timorosa di morire
quella che non impara mai a vivere.


Quando la notte è stata troppo solitaria
e la strada troppo lunga
e pensi che l’amore è solo
per il fortunato e per il forte,
ricorda che nell’inverno
in profondità, sotto la neve invernale
c’è il seme che con l’amore del sole
diventa una rosa a primavera





Siamo la felicità che stiamo cercando


Con un po’ di attenzione e, soprattutto, liberandoci da fuorvianti pregiudizi, sarà possibile riconoscere di essere la felicità e la pace che stiamo cercando.
Nella vita vissuta fino ad ora, per quanto fugaci possano essere stati, abbiamo certamente sperimentato “momenti” di felicità, di pace, di gioia, di serenità.
Provando ad analizzare lucidamente simili momenti, non sarà difficile rendersi conto di come, nella maggior parte dei casi, si siano verificati in concomitanza alla “realizzazione di un desiderio”.
Provate a ricordare alcune situazioni, momenti, periodi della vostra vita in cui vi siete sentiti “felici”: sono convinta sarà quasi immediato associare molti di tali episodi al raggiungimento di un obiettivo, alla realizzazione di un desiderio, al compimento di un’aspettativa, alla concretizzazione di un sogno.

La vera attrazione va oltre il fisico e il carattere



La vera attrazione va oltre il fisico e il carattere, così difficile da definire. La magia autentica tra due persone è scritta in una lettura emotiva di cuori che collassano ed entrano in armonia, che si comprendono. È quel tipo di attrazione da cui non ci si libera nemmeno chiudendo gli occhi.

Si sa che per la scienza è molto complesso isolare le variabili e stabilire delle correlazioni per capire meglio l’amore, l’affetto o l’attrazione. Tuttavia, lo studio più recente sembra fare chiarezza: il segreto dell’attrazione potrebbe trovarsi nella comprensione reciproca tra due persone.

La differenza tra voler bene e amare spiegata da Il Piccolo Principe


Voler bene e amare sono entrambi sentimenti meravigliosi, ma diversi. Tutti (o quasi) abbiamo un proposito fermo e irremovibile nella nostra vita: amare qualcuno con tutte le nostre forze.

Ci pensiamo e lo desideriamo ardentemente per il semplice fatto che lo riteniamo il cammino giusto per la felicità. E non ci sbagliamo quando pensiamo che un attaccamento sano sia indispensabile per stare al mondo.

Tuttavia, per qualche motivo, finiamo per confondere il voler bene con l’amare; di conseguenza, riempiamo il nostro zaino emotivo di falsi “ti voglio bene” e di “ti amo” vuoti.

La saggezza emotiva nei dialoghi di Il Piccolo Principe

Saint-Exupéry, attraverso l’opera Il Piccolo Principe, ci regala un passaggio bellissimo, che oggi vogliamo proporvi con l’intenzione di fare luce su questa potente realtà emotiva che riguarda tutti noi.

«Ti amo» – disse il Piccolo Principe.

«Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa.

«Ma non è la stessa cosa» – rispose lui. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia.Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa.»