Il coraggio è un muscolo: più si usa, più si rafforza


Chi si arma di coraggio per affrontare tempeste e superare cicloni, porterà per sempre incisi sul suo corpo i segni della sopravvivenza. Questi merita tutto il rispetto del mondo per la sua forza, per aver avuto il coraggio necessario ad addentrarsi in un campo minato, trionfando.

“Coraggioso è chi ha paura.
Non si può essere coraggiosi senza prima provare paura […]”
Queste persone hanno provato sulla loro pelle che aver paura significa avere qualcosa da perdere, ma anche molto da guadagnare. Chi ha scoperto che il coraggio, come un muscolo, diventa più forte con l’uso è raggiunto a tale conclusione dopo aver vinto.

IN QUESTI GIORNI DI NOVEMBRE SIATE OSSERVATORI SILENTI di Cammina nel Sole



Chi agisce troppo in questo mese cosi denso e poco “luminoso” non permette al proprio  seme di riposare…non dimenticate che senza oscurità non si viene alla luce… ne si rinasce ..in questi giorni siate osservatori silenti …saranno 3 settimane dove la parola SOTTOTONO sarà la regina delle vostre giornate …dunque NON VI MUOVETE…ma lasciate che il vostro albero lasci andare il suo vecchio vestito…Dal giorno 7 novembre con l’ ingresso dell energia del triplice riscaldatore …probabilmente accompagnata dai soliti movimenti solari (attività del campo geomagnetico  generata da vento solare) …questa densità subirà un cambiamento e per alcuni si farà ancora più pregnante altri invece si libereranno della morsa venutasi a creare dopo la luna nuova  del 30 ottobre…Questo mese è cosi…ricordate che è l’ultimo più pesante in assoluto di tutta la purificazione iniziata nel 2007…pesante perchè la sua energia scende in profondità ed è come se fosse una piccola notte dell anima … l’ultima di questo lungo ciclo di trasformazione … Che la Sorgente divina ci benedica tutti 
CON AMORE
Cammina nel Sole (Maria Rosaria Iuliucci)
Testi di Maria Rosaria Iuliucci

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La felce e il bambù: la favola della speranza



Quella della felce e del bambù è una favola che dà speranza. Perché? Perché in essa risiede la vera essenza della resilienza e della perseveranza; in altre parole, la storia riflette l’importanza di non darsi per vinti quando dobbiamo affrontare un ostacolo, una sfida o un imprevisto.

Può capitarci di non riuscire a notare i cambiamenti, a gestire la nostra permanenza in un punto in cui non vediamo progresso, ma solo stasi o addirittura regressione. Ovviamente questo fa parte della vita e, senza dubbio, entrano in gioco molti fattori quando scegliamo se rimanere (o meno) sul percorso che ci potrebbe portare alla realizzazione dei nostri desideri

Ma cosa succede se smettiamo di cercare quando il nostro obiettivo non si trovava poi così lontano? A questo punto, entra in gioco un fenomeno che in psicologia e in economia è stato ampiamente documentato: il rifiuto della perdita.

Benedire, accogliere, ringraziare di Virna Trivellato


Benedico le mie sorelle e i miei fratelli, sempre più dentro il loro cuore.
Benedico i veli che sono stati e che non sono più, benedico il cammino fatto e ciò che stiamo ri-trovando di noi stessi.
Benedico il coraggio della verità.
Benedico l'Unione che si sta diffondendo a macchia d'olio e come canto di tamburi accende i cuori e le anime...
Benedico tutti coloro che stanno imboccando il proprio sentiero con coraggio....
Ringrazio tutti coloro che stanno incrociando il mio percorso...
Benedico i mille doni che stanno manifestandosi.
Benedico, Onoro e Ringrazio l'AMORE che siamo, quello che mi hai mostrato, ciò che mi hai permesso di fare....
Sia benedetta la nostra connessione...
Sia benedetta la sfida che ci siamo regalati...
Sia benedetto ogni istante di questa esistenza che mi ha portato a ri-conoscerti e a riconoscermi attraverso i tuoi occhi...
Accolgo ciò che sono con infinito amore.
Accolgo ciò che sei con infinito amore.
Accolgo ciò che siamo con infinito amore...
Grazie!
Virna Trivellato


IL GENIO, LA LAMPADA, UNA BENEDIZIONE E I DESIDERI IRREALIZZATI di Gabriele Policardo



Quante volte sogniamo la vita che vogliamo. Ma poi… vogliamo la vita che abbiamo sognato? Spesso no. L’altro giorno ero al mare, da solo, di fronte all’immensità del mondo, della natura, del cosmo. C’era un cielo grigio e infinito di fronte a me e io ero piccolo di fronte a esso. Ho iniziato a camminare lungo la riva. L’infinito era casa mia. Sulla spiaggia, un divano blu a due posti, come un metafisico invito a essere uno in quel tutto. 
Grandi nuvole gassose, bianche, grigie, nere, si mescolavano come alchimie divine, prima del tramonto. La sabbia sotto ai miei piedi era gelida. E l’acqua del mare, inspiegabilmente tiepida. Io la guardavo accarezzarmi i piedi e formulavo la preghiera di ripulirmi da tutto ciò che avevo accumulato in tanti giorni di lavoro. Poi ho guardato dentro di me al passato e improvvisamente sono riaffiorati alla mia memoria tutti i desideri che il mio genio della lampada, nonostante le mie disperate richieste, non aveva realizzato. Dunque, l’ho ringraziato. Perché nel non ascoltarmi, mi ha condotto esattamente alla vita che desideravo. 

I bambini hanno bisogno di lentezza e di noia


Sempre più numerosi i ragazzi e bambini, dalla vita apparentemente normale, che si presentano al Pronto Soccorso con un disagio psichico che nasconde un grande dolore: iperstimolati, addestrati a primeggiare, incapaci di trovare la forza di reagire ad una delusione.


E’ quanto è emerso nel dialogo ad Educa tra la dottoressa Costanza Giannelli, direttrice dell’Unità ospedaliera di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale S. Chiara di Trento, il maestro Franco Ulcigrai, Cofondatore della scuola Steineriana il Cerchio di Rovereto e Maurizio Camin, direttore della cooperativa sociale L’Ancora.
“Pigiama party alla scuola materna, tre lingue in prima elementare, corsi di arti circensi, musica, gare di sci, la media del nove. Ai bambini viene chiesto di essere sempre più intelligenti, dotati, abili e capaci. Troppo desiderare, troppo avere, troppo sapere, troppe soglie buie varcate in anticipo, con corpo fragile, senza corazza e senza la spada giusta”.