QUANDO QUALCUNO CI IRRITA VUOL DIRE CHE…



1) Vediamo in lui una parte di noi stessi che non ci piace. Rifiutiamo di vedere quella qualità in noi stessi e quindi non desideriamo vederla nemmeno in un altro;

2) Il modo in cui ci maltratta rispecchia perfettamente il modo in cui maltrattiamo noi stessi al nostro interno;

3) Questa persona può ricordarci qualche problema con cui siamo ancora collegati: qualcuno con cui è rimasto un “sospeso” e una situazione non risolta, qualche “limitazione” con la quale non siamo riusciti a riconciliarci;

4) Non ci permette di distorcere la verità come facciamo di solito, con questa persona non riusciamo a “raccontarcela” e non si presta al nostro gioco, non sostiene le nostre illusioni preferite e non vuole ignorare ciò che è palese;

5) Ci mostra cosa possiamo diventare in futuro e come possiamo farlo, ma non ci sentiamo pronti per fare questo salto, quindi preferiamo denigrarla con la speranza di tirarla giù e riportarla al nostro livello.

Noi guerrieri...



Il guerriero della luce ha in sé la scintilla di Dio.
Il suo destino è stare con gli altri guerrieri,
ma a volte avrà bisogno di praticare, solitario, l'arte della spada:
perciò, quando è separato dai compagni, si comporta come una stella.
Illumina quella parte dell'universo che gli è stata destinata e tenta di mostrare galassie e mondi a coloro che guardano il cielo.
La perseveranza del guerriero sarà ben presto ricompensata.
A poco a poco, altri guerrieri si avvicinano, e i compagni si riuniscono in costellazioni, coi loro simboli e i loro misteri.
Paolo Coelho - Manuale del guerriero della luce


Buon Samhain a tutti voi

Crediamo fortemente nel potere del cuore e del sentimento.
Quest'anno per Samhain, regalatevi un momento di raccoglimento, sedetevi, ascoltate il rumore del silenzio, del tic tac dell'orologio, mettete su un tea, lasciate andare, lasciate fluire. Illuminatevi con una candela, illuminatevi di pensieri, ricordi e di parole.... Dedicatevi alle cose che avete fatto quest'anno, dedicate un solo attimo a tutte quelle persone che non ci sono più. Tutte quelle che hanno scelto altre vie, non datevi la colpa, non mordetevi le labbra, lasciate fluire i sentimenti, piangete, lasciate che lacrime righino il vostro viso, il dolore, la gioia, un abbraccio in questo cerchio. Tutto torna nella grande ruota, tutto succede fuori e dentro di voi, ma siete qui con noi. Sorridete ora, c'è la Luna, c'è il vento. Vivete questo rituale con la massima semplicità, non prendetevi mai troppo sul serio, lasciate che le cose accadano, lasciate che i sorrisi vengano fuori. Stringete il cuscino, stringete le parole e se volete alzate il telefono e fate quella chiamata che non siete mai riusciti a fare. Parlate, esprimetevi, la semplicità è un dono prezioso.

E se le principesse Disney...

E se Cappuccetto Rosso si salvasse da sola?
E se Cenerentola e Biancaneve rivendicassero il loro trono senza dover sposare il principe?
E se la Bella Addormentata si risvegliasse dal suo sonno millenario senza alcun bacio del vero amore?
E se la Sirenetta non dovesse rinunciare alla sua Magia per conquistare il mondo degli uomini?

E' proprio quello che ho tentato di fare quando ho scoperto la Fiaba che in qualche modo condiziona la mia vita relazionale, ho tentato di estromettere qualsiasi intervento che non coinvolgesse il mio potere personale, sono stata Cappuccetto, Cenerentola e la Sirenetta e mi sono salvata, risvegliata, baciata e amata da sola.

Il potere delle parole

Conosci il potere delle tue parole?

Alla mezza mela a sinistra per 25 giorni hanno fatto solo complimenti e detto cose belle, mentre alla mezza mela a destra per 25 giorni è stato detto che era un inutile pezzo di mela e che sarebbe marcita, che stava marcendo, sarebbe marcita e speravano marcisse!



"Le parole ti possono far ammalare. E appesantire. E rendere cupo.
Le parole ti possono rendere leggero. E radioso. E pieno d'energia.
Le parole pervadono.
Le parole respingono.
Le parole benedicono.
Le parole proteggono.
Le parole energizzano.
Le parole sanano.
Le parole creano mondi perché l'universo è sempre in ascolto."


C'era una volta....

Mia nonna mi racconta sempre che la sua, di nonne, aveva allattato mezzo paese, perché di latte lei ne aveva davvero tanto. 
Funzionava così "un tempo": eri figlio di latte quando tua madre naturale non poteva sfamarti, e allora il compito materno veniva affidato alla balia che ti accudiva, il più delle volte.

Ho appena trovato su internet questa foto meravigliosa, antica di colori e di sapore, e così voglio condividerla con voi.
In un'epoca storica, ma soprattutto mediatica, in cui non ci si fa alcun problema a mostrarsi in TV in minigonna o a puppe ignude, ma ci si crea qualche paranoia di troppo a compiere in pubblico un gesto naturale e naturalmente bello come quello dell'allattare, bisognerebbe decisamente rivalutare certi valori e fare un dietro-front sentimentale.
Il tempo cambia, progredisce, non si ferma. È un dato di fatto. Ma questo non significa che si debba regredire dal punto di vista culturale o dimenticare il pudore e la delicatezza racchiusi di certi gesti... 

Andrebbero riscoperti, come riscoperto andrebbe l'amore che si dava un tempo. Tra l'altro, non solo ai propri figli ma anche a quelli degli altri. Come faceva la mia bisnonna.
Iacopo Melio